![]() |
|||||||||||||||||||
|
EUTK Magazine (webzine, Italy, - December 2007) Ci dev'essere un
meccanismo veramente malato alla base del business musicale nel nostro
paese, se un gruppo valido e talentuoso come i veneziani Eneth è dovuto
finire in Irlanda per trovare un contratto che valorizzasse il proprio
lavoro. Ben venga comunque l'interessamento della Electric Horizon che
ha permesso l'espressione di una delle band più promettenti del
panorama black metal/avantgarde nostrano. |
|||||||||||||||||||
|
Metal Empire (webzine,
Italy - October 2007) E arrivano, finalmente
direi, alla prova sulla lunga distanza gli Eneth, band che qualche anno
fa fece gridare al miracolo per l'uscita di "Baroque Esprit"
piccola chicca per gli amanti del sympho black meno canonico e scontato,
che già allora però mostrava i segni di un suono evoluto e personale,
con il gusto tastieristico tutto barocco e con una capacità compositiva
sopra la media: ebbene, questo nuovo album dal titolo Aura Sinfonica
matura e amplia quanto seminato all'epoca, inquadrando tutto in
un'ottica maggiormente avantgarde, riprendendo la lezione di Solefald e
Arcturus per certi aspetti, pur non potendosi assimilare strettamente
come sonorità a questi.
|
|||||||||||||||||||
|
HolyMetal.com (webzine, Italy - Septembre 2007) Trasporre in musica le
emozioni evocate dalla misteriosa, labirintica e barocca Venezia degli
anni d’oro: ecco l’intento degli Eneth, band formatasi nel 1998 per
volontà del cantante e bassista Davide. Questo gruppo di musicisti
veneziani, che, tra le tante definizioni, sceglie quella di avant- garde
black metal, propone con il primo full lenght promozionale Aura
Sinfonica, sei brani in cui melodia, cantato pulito, superlavoro di
tastiere, scream, batteria e chitarre graffianti si alternano, si
susseguono e si mescolano creando una musica dall’effetto malinconico
ed evocativo. Voto: 9/10 Tiziana Ferro
|
|||||||||||||||||||
|
HeavyMetal.it (webzine, Italy - August 2007) Gli
Eneth rappresentano, per il nostro panorama estremo, un piccolo vanto.
La loro militanza nel mondo underground viene oggi infranta
dall’uscita ufficiale del loro primo lavoro su lunga distanza, tale
“Aura Sinfonica”, finalmente fuori dopo i mille problemi riscontrati
con la precedente ed inaffidabile label che ne deteneva i diritti. 4/5 Maurizio "Trevor" Gabelli
|
|||||||||||||||||||
|
FLASH (magazine, Italy - July 2007) E' una label islandese, la Electric Horizon Records, a produrre il debutto dei nostrani Eneth, ennesimo progetto dell'alacre Davide, già noto per il lavoro svolto all'interno di alcune singolari realtà venete, tra cui i Dolcinian. Ancora meno convenzionale appare la proposta contenuta in questo "Aura Sinfnica", un album che riesce a mettere insieme atmosfere differenti, creando soluzioni insolite ed accostamenti inattesi. Per l'intera durata del full, chitarre e synth dialogano continuamente, avvicendandosi nella costruzione di strutture cangianti che permettono a brevi ed intense sfuriate black di fondersi con aperture melodiche e classicheggianti. L'attenzione rimane sempre alta, grazie ad una scrittura fresca e personale che raggiunge il suo apice nel finale con "Reflections under a Heavenly Masquerade" e "venetian Sunset", brani che potrebbero fungere da sintesi dell'intero disco. Per chi ricerca anche nell'estremo una commistione fra generi diversi. (FG) 65
|
|||||||||||||||||||
|
Metal Italia (webzine, Italy - July 2007) Una ventata d'aria fresca nel black metal non fa proprio mai male, ben venga a maggior ragione un gruppo italiano a rompere decennali equilibri sonori. I veneziani Eneth, dopo un lungo silenzio a seguito del primo demo, sono andati fino in Islanda per trovare il tanto sospirato contratto. Il loro album è tutto tranne che facile da assimilare, ma per chi saprà comprenderlo riserverà parecchie sorprese. Il black metal qui viene disossato, ritrapiantato con innesti moderni di musica proveniente dalle più disparate regioni sonore, anche estranee all'universo metal. La gran bella produzione esalta e mette a nudo tutte le idee della band e ce ne sono davvero tante. Una sorta di Arcturus dei primi tempi? Forse ma non proprio: le atmosfere qui sono diverse, tutto è più classiccheggiante, si sente l'influsso dei testi, si sente il secolare respiro della cultura italiana nei fraseggi di un nobile ed elegante "Aura Sinfonica". Per menti aperte dai palati fini. Paolo Vidmar voto: 7.0
|
|||||||||||||||||||
|
BENZOWORLD (webzine, Italy - June 2007) A ben sette anni di distanza dall'interessante mini-cd 'Baroque Espirit', tornano i veneziani Eneth con un album che segue quei canoni del black metal sinfonico insegnati da maestri norvegesi come Arcturus, Emperor e Solefald. L'album purtroppo non supera i trentacinque minuti di durata, ma lascia ugualmente il segno nelle orecchie dell'ascoltatore. 'A Disharmonic Suite To Aphrodite' apre l'album e si inizia a ritmi estremi con blast beat che presto lasciano la scena a clean vocals e pianoforte, ben accompagnati dal lavoro delle chitarre. L'amore che provano gli Emeth per le trame intricate è palese fin dalle prime note, e la preparazione tecnica a disposizione consente loro di percorrere questa strada senza intoppi. La seconda traccia è sicuramente la migliore dell'album: si parte con un intro che ricorda molto gli Emperor del capolavoro 'In the Nightside Eclipse', per poi proseguire con la personalità dell'ottimo guitar-work e l'efficacia della prova del singer, davvero abile a passare come niente fosse dallo screaming alle più melodiche clean vocals. Il brano presenta intermezzi notevoli, da fare invidia anche alle band più blasonate, tanta è la bravura dei nostri nell'utilizzo del synth. La terza e la quarta traccia sono legate assieme dallo stesso filo conduttore, non a caso sono divise in parte I e II. Il livello di songwriting rimane alto, con i brani che risultano sempre molto ricercati, al fine di ricreare un unico magma sonoro, che a volte può ricordare il grande 'La Masquerade Infernale' degli Arcturus, e la sensazione viene consolidata anche da un brano come 'Reflections Under A Heavenly Masquerade', sia nel titolo che nel contenuto musicale. In questo brano la chitarra è da pelle d'oca, soprattutto per come si passa dalle sfuriate elettriche agli atmosferici passaggi acustici. In definitiva un album che mi sento di consigliare a chiunque apprezzi il black metal ricercato e avanguardistico; dispiace soltanto che 'Aura Sinfonica', frutto del genio di una band italiana, non è distribuito proprio nel nostro paese, per cui se siete interessati rivolgetevi direttamente alla band sul loro sito ufficiale. 75/100 Emperorofthesun - 30 Giugno 2007
|
|||||||||||||||||||
|
METAL HAMMER (magazine, Italy - december 2006) Erano almeno due anni che gli estimatori degli Eneth aspettavano il loro debutto ufficiale. Tanto ha infatti dovuto aspettare la band veneziana per veder pubblicato il proprio esordio sulla lunga distanza a causa di diverse vicissitudini legate al music biz. Ora sotto l'ala protettrice della Electric Horizon riesce finalmente a vedere la luce questo Aura Sinfonica. Chi ha conosciuto gli Eneth grazie al loro demo "Baroque Esprit" rimarrà piuttosto spiazzato dall'evoluzione della band. Gli arrangiamenti mutuati dal barocco veneziano sono stati infatti quasi accantonati per abbracciare una totale libertà stilistica. Sempre saldamente ancorato alla frangia più avanguardistica del black metal, il combo veneziano combina chitarre combina chitarre taglienti ed ottime disgressioni in bilico tra heavy e progressive, con melodie tastieristiche che ancora riecheggiano la magia della Sposa del Mare. Il lavoro di cesello alle chitarre ad opera di Alessandro e Nicola è encomiabile, mentre il drumming di Samuel è veramente ottimo, variegato ed espressivo. Su tutto non si può ignorare l'estro creativo di Davide, aka Count David, uomo dai mille progetti, ma che forse qui esprime al massimo il suo genio. Pur con evidenti differenze date da una spiccata personalità della band veneta, l'accostamento che mi viene è quello con gli Arcturus più ispirati, anche se qui non ci sono grandi divagazioni gotiche. 9/10 Michele Marinel
|
|||||||||||||||||||
IMPERIUMI (webzine, Finland - September 2003)
(4,5/5) |
|||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||
Design
& Layout by East
Asia Industries |
|||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||